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MUSASHI MIYAMOTO

Informazioni generali
Il giovane Bennosuke (nome da ragazzo di Musashi), era discendente del clan Arima di Kyushu e il nonno Hirada Shoken fu al servizio del daimyo Shinmen Iga no kami Sudeshige del castello Takeyama. Hirada sposò in seguito la figlia del daimyo, cosa che gli permise di portare il nome “Shinmen”. Il padre di Bennosuke era invece Shinmen Munisai (figlio di Hirada), abile maestro di spada e rinomato guerriero esperto nell'uso della “jitte” che consiste in un'arma corta di metallo usata per bloccare le spade avversarie. Il carattere dell’uomo era molto rigido e rigoroso e dopo la morte della moglie subito dopo il parto, si dedicò quasi esclusivamente ai suoi doveri di samurai d’alto rango al servizio del clan Shinmen. Per questo motivo e per i continui scontri col figlio quando questo aveva solo 7 anni, Munisai lo disconosce considerandolo una vergogna e un ragazzo troppo selvaggio e indomabile. Si dice che il distacco definitivo tra i due avvenne quando Bennosuke osò criticare la tecnica del padre mentre questi si allenava. Munisai, furibondo, gli lanciò contro un pugnale (o una spada corta) con l'intenzione di colpirlo. Il ragazzo schivò il colpo e fuggì di casa non facendovi più ritorno e rifugiandosi definitivamente al tempio dello zio materno che lo adottò. Il nome dello zio era Dorinbo e benchè fosse un prete buddista era istruito nelle arti marziali per difesa personale e combattimento con i “bokuto” cosa che per l’epoca non era affatto strana anche se non tutti i monaci imparavano le tecniche di autodifesa in ogni caso fu lui a dare i primi rudimenti di scherma al nipote. Impartire queste lezioni al ragazzo doveva servire a renderlo più disciplinato e responsabile visto il carattere aggressivo che aveva. Oltre agli insegnamenti di Dorinbo, Bennosuke imparava anche dall’osservare gli altri guerrieri mentre si allenavano quando passavano per il villaggio vicino a dove abitava. Passò qualche anno prima che gli capitò opportunità di combattere con samurai noti e abili ed a soli 13 anni vinse il suo primo duello uccidendo il forte Arima Kihei appartenente alla scuola Shinto-ryu. Arima era un samurai itinerante che viaggiava per testare le sue abilità. Arrivato al villaggio Hirafuku (vicino dove viveva il giovane Musashi) affisse un bando pubblico e nel cartello dichiarava di essere pronto a sfidare chiunque avesse il coraggio di affrontarlo e fu proprio Bennosuke ad accettare la sfida con grande sconcerto dello zio. Quest’ultimo andò da Kihei per cercare di annullare lo scontro, scusandosi per l'imprudenza del nipote tuttavia, il samurai fu irremovibile. L'offesa era stata fatta pubblicamente e solo un incontro avrebbe potuto lavare l'onta. Si accordarono però affinché il duello non fosse all'ultimo sangue. Il giorno del duello, Kihei si presentò con la sua katana, convinto di dare una lezione a un bambino arrogante. Bennosuke, invece, si presentò con un bastone di legno il “bo”. Non appena il duello iniziò, Kihei sguainò la spada, ma Bennosuke non aspettò che l'avversario prendesse posizione e con una ferocia inaspettata, il ragazzo si scagliò contro il samurai, lo bloccò e lo scaraventò a terra. Mentre Kihei cercava di rialzarsi, Musashi lo colpì ripetutamente tra gli occhi e poi sul corpo con il suo bastone, con una tale forza da ucciderlo. Questo episodio scioccò l'intero villaggio e aveva dato un assaggio dell’immensa bravura del giovane che aveva vinto non per una tecnica raffinata ma per velocità d'esecuzione che non lasciò il tempo all'avversario di prepararsi; dalla sua determinazione feroce nell’attacco che fu tale da paralizzare un guerriero più esperto e per ultima l’assenza di paura. A soli 13 anni, Musashi dimostrò di non temere la morte, un tratto che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Ma questo fu solo il prima della lunghissima serie. Compiuti i 15 anni, Bennosuke lascia il proprio villaggio per iniziare il suo musha shugyo (pellegrinaggio del guerriero). A 16 anni arriva nella provincia di Tajima dove viveva dove Tadashima Akiyama, un rispettato e ben affermato maestro di spada. Bennosuke lanciò la sfida e, anche in questo caso, scelse di non usare una spada d'acciaio ma Si presentò al duello con un bokuto (una spada di legno). Sconfisse Akiyama rapidamente, colpendolo con precisione chirurgica. Alcune fonti dicono che Akiyama rimase così impressionato e umiliato dalla sconfitta subita da un adolescente che si ritirò dalla carriera di spadaccino e fu così che vinse il suo secondo duello mentre altri dicono che ebbe grandi parole d’elogio per il suo avversario. L’immediato futuro vede il ragazzo ancora in viaggio senza un meta precisa in cerca di fama e avventure e questo lo porterà a partecipare con successo alla terribile battaglia di Sekigahara e fu poco prima di partire per questa che attraverso il rito del genpuku cambiò il proprio nome in Musashi Miyamoto. Compiuti i 21 anni si reca a Kyoto sia per consacrarsi definitivamente sconfiggendo la scuola di scherma più prestigiosa del Giappone di allora e sia per onore personale in quanto il padre Munisai anni prima era stato invitato a Kyoto dallo Shogun per affrontare il caposcuola degli Yoshioka, il clan della scuola di scherma. In quell'occasione, il padre di Musashi aveva vinto due scontri su tre, ottenendo il titolo di spadaccino migliore del Giappone. Per questo Musashi decise di testare se stesso contro lo stile che suo padre aveva affrontato e dimostrare di averlo superato, chiudendo definitivamente i conti con la memoria di quell'uomo che lo aveva rifiutato. La presenza del figlio di Munisai in città, urtò l’onore del Clan Yoshioka e questo risentimento ebbe epilogo con la sfida tra Musashi e il capo della famiglia Seijiro Yoshioka. Il duello avvenne su una collina nei pressi di Kyoto e Musashi arrivò tardi all’appuntamento per lo scontro ma non per questo si scusò anzi, attaccò con violenza Seijiro scaraventandolo a terra e rompendogli un braccio e questo sempre col solo bokuto mentre il suo avversario aveva una vera katana. Questa sconfitta portò Seijiro a tagliarsi il codino, simbolo della casta guerriera. Questo gesto significava che era stato disonorato ad un punto tale da non poter più combattere. Continuando a rimanere in città per provocazione agli Yoshioka costrinse il fratello di Seijiro, Denshichiro Yoshioka, a combattere con lui ma ebbe peggiore sorte. Arrivando sempre in ritardo per innervosire l’avversario Musashi vinse con un sol colpo del suo bokuto stavolta uccidendolo. L’ultimo rimasto era il figlio di Seijiro, Hanshichiro, ancora giovane per essere un samurai, aveva 13 anni, ma sia la tradizione che il non volere in futuro possibilità di repliche imponevano a Musashi di sfidare anche lui. Normalmente lo scontro non avrebbe avuto storia ma gli studenti della scuola Yoshioka, umiliati dalle sconfitte precedenti, decisero di eliminare Musashi una volta per tutte. Usarono il giovane Hanshichiro come "esca" per attirare Musashi in un luogo isolato, dove lo attendevano per una propria e vera imboscata. Il duello si doveva tenere presso il tempio Tempio Ichijo-ji a Kyoto. Gli Yoshioka, pensando sempre che Musashi avrebbe tardato come al solito, andarono nel luogo dell'incontro con molti uomini armati ad attenderlo ma Miyamoto prevedendo l'inganno, arrivò al tempio con diverse ore di anticipo e si nascose tra l'erba alta. Quando il gruppo arrivò, Musashi sbucò fuori all'improvviso al grido di "Sono io il primo ad arrivare!" e si scagliò contro gli Yoshioka che impreparati non seppero respingerlo. Uccise sempre col suo bokuto Hanshichiro ma subito dopo, si trovò circondato da decine di nemici inferociti. Fu in questo momento di estremo pericolo che Musashi utilizzò per la prima volta in modo magistrale la tecnica a due spade che tuttora lo contraddistingue (la katana e il wakizashi), per aprirsi un varco tra la folla e fuggire, segnando la fine definitiva della casata Yoshioka. Sconfitti quest’ultimi abbandonò Kyoto in fretta, anche per evitare rappresaglie, e nel 1605 si recò presso il tempio Hozoin per sfidare Oku Hozoin, allievo del grande bonzo Hozoin Inei che aveva fondato la sua scuola dopo aver studiato con Izumi Musashi no kami di Shinto-ryu. Il giovane Miyamoto vinse due volte in combattimenti non violenti usando una corta spada di legno contro lo yari del bonzo. Questa permanenza al tempio gli fu utile non solo per misurarsi nelle abilità ma anche perché ebbe modo di studiare nuove tecniche e imparare la loro filosofia. Proseguendo il suo viaggio verso Heiho incontrerà poi ad Iga Shido Baikin, un maestro nell’uso della kusari-gama, un’arma formata da una falce e una catena di 2 metri attaccate (all’estremità della catena). La sfida ebbe luogo davanti agli allievi di Baikin che cominciando a combattere roteò la kusari per avvolgere la spada di Musashi e tirarlo verso se stesso, ma il giovane Miyamoto estrasse la spada corta e gli passò il petto. Quando gli allievi videro il loro sensei cadere, attaccarono tutti insieme Musashi che però sempre con la tecnica a 2 spade li mise tutti in fuga. I duelli per Musashi sembrano non finire mai nel corso del suo viaggio, infatti proprio ad Edo (l’attuale Tokyo) il guerriero Muso Gonosuke sfidò Musashi che era intento ad intagliarsi una nuova arma di legno e appena finita si alzò in piedi pronto al combattimento. Muso sferrò il primo attacco con il suo bastone ma il rivale avanzando verso di lui senza problemi lo bloccò con estrema facilità. Vedendo la sua inferiorità, Muso Gonosuke si arrende smettendo subito di duellare. Nel suo incessante pellegrinare e vincere sfide, Musashi giunse anche ad Izumo dove erano solito trovarsi per tradizione molti fortissimi guerrieri e per questo il giovane chiede al signore del luogo (Matsudaira) di scontrarsi col più forte di loro. La scelta cadde su un samurai che usava un’arma formata da un bastone esagonale più lungo di 2 metri e il duello ebbe luogo nel giardino della biblioteca del castello. Le armi di Musashi questa volta erano 2 spade di legno e con esse strinse alle corde l’avversario (contro i gradini di una scalinata) e lo colpì in viso in un primo tempo e sulle braccia in un secondo facendolo capitolare. Alla vista della sua bravura anche Matsudara volle misurarsi con Musashi che ripetendo la tattica usata poco prima spezzò l’arma del suo avversario. Il signore del castello ammirando l’abilità del suo avversario si inchinò quando venne sconfitto, così Miyamoto restò qualche tempo presto Matsudara per istruirlo nelle sue tecniche. Come avrete notato la vita di Musashi è tutta un viaggio e duelli in ogni angolo per affinare e dimostrare le sue grandi abilità, e il suo combattimento più famoso, più difficile ed importante si svolse a Kogura contro il grande Kojiro Sasaki, famoso per il suo combattimento chiamato “tsubame-gaeshi” che letteralmente significa contrattacco a coda di rondine e questa sua abilità lo aveva reso famoso al pari di Musashi tanto che veniva chiamato “Il demone delle province occidentali" Per il duello venne chiesto il permesso al signore del luogo, Hosokawa Tadaoki e stabilito il luogo e l’ora (alle 8 del mattino sulla spiaggia Mukojima dell’isola a Ganryu. Il giorno dello scontro Musashi fece tutto con la massima calma, si ritagliò un nuovo bokuto da un remo ma lo fece più lungo del normale e più lungo della spada di Kojiro. Quindi armato di spada corta e bokuto si diresse verso il luogo prestabilito arrivando con 2 ore e passa di ritardo. Una volta sulla spiaggia si tolse la sopravveste, si legò le maniche del kimono perché non gli dessero fastidio durante il combattimento e si legò il fazzoletto sulla fronte. Kojiro quando vide il suo avversario, arrabbiato per il ritardo, sfoderò la spada e gettò il fodero nel mare e in quel momento (dicono alcuni testi) Musashi gli disse che aveva perso perché (secondo lui) nessun vincitore getta via il fodero della propria spada. Iniziato il duello Kojro sferrò il suo fendente, il colpo fu talmente preciso che tagliò la fascia della fronte (hachimaki) di Musashi o, secondo alcune versioni, il lembo del suo kimono, mancandolo quindi di un niente mentre Musashi lo colpì bene saltò in aria e lo colpì con il pesante remo di legno direttamente sulla testa vincendo così il grande duello. A questo punto sfoderò la sua spada corta, fece un salto all’indietro tenendo le braccia aperte (in onore del suo avversario), poi si inchinò agli ufficiali che stavano seguendo il duello, dopo di chè prese una barca e se ne andò lasciandosi alle spalle quello che è stato il suo ultimo e più grande scontro. Una volta compiuti i 29 anni, la cosa fù quasi ufficiale lìabbandono i duelli per studiare in modo teorico l’uso più appropriato delle sue strategie anche applicate nel combattimento tra eserciti. Qualche anno dopo scoppiò una ribellione ad Osaka presso il castello contro Ieyasu da parte degli Ashikaga. Musashi naturalmente non si tirò indietro da questa nuova battaglia e si scontrò con quelli che un tempo combatterono a fianco di lui ovvero i guerrieri di Sekigahara. Anche se in futuro ci furono altre occasioni per lui di combattere e sfoderare la sua incredibile maestria purtroppo non ci sono giunte molte notizie a riguardo tra l’assedio di Osaka e i seguenti 20 anni Compiuti i 50 anni raggiunse la sua completezza delle sue conoscenze (il termine della Via) e quindi si dedicò ad applicare tutto il suo sapere in altre discipline come la scultura, poesia, pittura, calligrafia, saggistica e forgiature di tsuba (else delle spade). Di lui si dice pure che visse sempre scapolo e che curava poco la sua persona, essendo sporco e sifilitico. Parlando di lui si facevano battute dicendo che sarebbe stato impossibile lavarlo finchè avvesse avuto una spada vicino e praticamente ci andava pure a letto con essa. Facendo un passo indietro a 40 anni adottò un ragazzo (Miyamoto Yori) con cui viaggiò verso nord dove il figliastro di Musashi trovò lavoro presso il signore di Kogura. Anche il padre però ci rimase per 6 anni. A 57 anni diventa maestro d’armi del signore di Kumamoto (Hosokawa Tadayoshi) e per lui scrisse “Heiho Sanjugo Kaiho” ovvero 35 precetti di Heiho che sintetizzava la sua esperienza. Tadayoshi però morì all’improvviso lasciando Musashi in una tristezza molto profonda tanto da debilitarlo e da non permettergli di salire addirittura le scale da solo !! Però si dice anche che in occasione di un incendio venne visto unire 2 tetti con una scala e corrervi agilmente sopra. Sicuramente le situazioni di pericolo ed azione lo facevano ringiovanire di colpo. All’età di 60 anni scrisse la sua opera più conosciuta, famosa e d’impatto, il Gorin no sho (Il libro dei cinque anelli), strutturato come lettera ad un allievo. Poco prima della sua morte scrisse invece Dokko do (la via che bisogna percorrere da soli) formato da 19 precetti. Lo stesso giorno diede ai suoi 3 allievi le spade e la sella, il Gorin no sho a Terao Katsunobu e una copia di Heiho Sanjugo Kaiho a Terao Nobuyuki. Morì sette giorni dopo e si racconta che alla fine della cerimonia, un tuono scosse il cielo e la terra mentre Musashi Miyamoto abbandonava il suo corpo. Ci sono diverse versioni di voe si trovi la sua vera tomba ma quella “ufficiale” Si trova nel Parco Musashizuka a Kumamoto dove si può ammirare anche la sua statua (quella che ho messo su questa pagina).
Curiosità
Il più forte in assoluto ?
Questo grande personaggio storico del Giappone è ancora oggi ricordato per la sue immense capacità e non solo di guerriero ma anche di stratega. Anche se qualcuno sostiene che sia soprattutto quest'ultima cosa, ossia un abile stratega, e che i suoi molti combattimenti vinti furono frutto di furbizia più che della sua bravura, non possiamo però trascurare il fatto che Musashi Miyamoto è ricordato soprattutto (e per quanto mi riguarda a giusto avviso) come il più grande "uomo di spada" di tutti i tempi. La sua opera più famosa il Go rin no sho (Il libro dei 5 anelli) è tutt’oggi un validissimo aiuto per chiunque debba prepararsi ad affrontare una grossa prova (esami e cimenti di ogni tipo) in quanto aiuta moltissimo a prepararsi a livello psicologico. Anche gli odierni samurai, gli operatori in borsa e dirigenti di importanti società, non nascondono di ispirarsi spesso al libro del celebre guerriero.
Il nome
Si pensa che Bennosuke scelse il suo nome da adulto perchè quello che gli viene dato era Takezo che in kanji con lettura “On” (quella più di livello di derivazione cinese) può essere letto Musashi, mentre il cognome era in onore del villaggio dove era nato Miyamoto-mura, nella provincia di Mimasaka, oggi parte della prefettura di Okayama.
Tipo di citazione o presenza in Urusei Yatsura
Guest star
Musashi Miyamoto in persona compare in due occasioni nella serie tv mentre una volta nel manga in cui è protagonista dei tre episodi sotto citati.
Presente in Urusei Yatsura
puntate serie tv
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episodi manga
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